Home
   
  Gallerie
 
  Disegni
  Intrecci
  Imprinting
  Matrici
   
  Testo
   
  Biografia
   
  Press
   
  Contatti


 


FEDERICO DE SANCTIS
(DESAN)
-> text in english


Nato nel 1980, da sempre attratto dalla capacità umana di manipolare la materia in un misterioso quid, frequenta le tradizionali scuole d'arte. Esausto di essere circondato da "oggetti d'arte" privi di sfumature di raffinatezza e deluso dalle esperienze di studio, dalla vana ricerca del senso della pittura, decide di dedicarsi unicamente al disegno, sua primigenia passione, nella convinzione che attualmente l'uomo non merita di ammirare la pittura.
╚ infatti al disegno, al segno, che dedica la sua ricerca indagandone le possibili manifestazioni, fino a giungere ad esiti totalmente personali e originali, visivamente inconfondibili. In tutta l'opera di Federico De Sanctis Ŕ momento cruciale la consapevolezza di un intrinseco problema, sentito giÓ da innumerevoli artisti, in seno alla rappresentazione: il limite corporeo dello spazio bidimensionale del foglio da disegno, inefficace a catturare e mostrare le molteplici dimensioni e variazioni dello spazio naturale, ma anche ad accogliere la proiezione di luoghi mentali. ╚ proprio questo limite a spingerlo verso una ricerca tridimensionale caratterizzata da una complessa tecnica costituita da "strappi" e moltipliche visioni dello stesso soggetto riproposto da pi¨ angolazioni. ╚ frequente una composizione basata essenzialmente su due punti di vista che portano a confondere la posizione dell'osservatore, in uno scambio tra guardato e guardante. Una tecnica i cui esiti estraniano il suo operato da tutto quel repertorio di soluzioni visive giÓ ampiamente indagate e proposte in campo figurativo.
Essere onesti con se stessi, sinceri nella costruzione dell'immagine, puri nella rappresentazione di una qualsiasi situazione, è l'unica condizione che alla fine dell'operazione desiderata, farà la distinzione, evitando la nascita di prodotti falsi, forzati e di fatto impersonali.
Porsi davanti ad un foglio bianco, o qualunque altro tipo di supporto designato come luogo della trasmutazione del reale, del visibile, esige sofferenza e rispetto, per non cadere in futili o viete rappresentazioni di elementi che altrimenti si porrebbero solo come copie, repliche di cui è di gran lunga preferirne l'osservazione diretta dell'originale esperita nel mondo "concreto". È attorno al senso dell'immagine, degli elementi fondativi della rappresentazione, che egli cerca la motivazione, la giustificazione del misterioso bisogno umano di esplicarsi in forme visive. Non crede si possa "creare" senza prima trovare il personale significato dell'immaginazione che egli ravvede come atavica manifestazione, remoto retaggio, dell'essere animalesco internato in noi, il quale sentiva e pensava per immagini. Quindi l'immaginazione, il mondo immaginifico, la primordiale idea vista con gli occhi del pensiero, ci rivela il confine tra la primigenia forma e condizione animalesca e l'attuale situazione di esseri dotati di ragionamento parlato.
Vale la pena precisare che non si considera un "Artista" o un "Disegnatore" ma unicamente un "Ricercatore": è infatti una continua e coerente indagine, imperniata attorno al soggetto umano e a nuove possibilità espressive, che emerge e avvalora la visione d'insieme dei suoi elaborati.

Tide Fesadecinco